Angelo Tripodi


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Inps

Comunicati stampa

Apprendo con sdegno che la Regione Lazio, sin dal 2002, risulta morosa nei confronti dell'INPS per i contributi a beneficio delle aziende che impiegano lavoratori diversamente abili ai sensi della legge 68/99.
Per chi non conoscesse la disposizione normativa testé indicata, ricordo che con essa si è voluta introdurre una particolare tutela socio-occupazionale in favore di coloro che non risulterebbero, altrimenti, "appetibili" nel mercato del lavoro.
Alle aziende coinvolte l'ente previdenziale sta inoltrando note di rettifica che raggiungono entità di richiesta di restituzione pari a diverse decine di migliaia di euro. Oltre ciò la beffa, per queste ditte, di non poter ottenere il DURC (documento unificato di regolarità contributiva) per partecipare ad appalti e gare.
Rilevo che sia l'attuale Governatore regionale Marrazzo, che il suo predecessore Storace, spendono quotidianamente parole di auto elogio sulla propria condotta sociale in favore delle classi più deboli e di come il loro quotidiano lavoro sia rivolto a tutelare queste persone mirando a trovare nuove forme di integrazione ed incentivazione per la loro partecipazione alla vita sociale.
Ebbene, il caso che si sta presentando, oggi, ai nostri occhi mina profondamente questo presunto, ed aggiungo io pretestuoso, proposito di tutela in ragione di un reale scarso impegno nella direzione dichiarata.
Probabilmente per Marrazzo e Storace è più proficuo, o lo è stato in passato, canalizzare le risorse finanziarie regionali per avvantaggiare classi sociali che godono di maggior "peso".
Magari l'attuale Governatore regionale, anziché perseguire il mito di un aeroporto da un miliardo di euro a Viterbo potrebbe pensare di concretizzare un sostegno più facile, raggiungibile e, soprattutto, utile, nei confronti di chi è costretto a vivere quotidianamente il disagio di non poter godere di una vita "normale".
Il rischio di questo comportamento deplorevole della Regione Lazio è quello di veder persi numerosi posti di lavoro a svantaggio di chi non ha già di per se molte chance di trovare un impiego.

Mi riprometto di portare, comunque, questa situazione in commissione "Attività Produttive" affinchè ne possa scaturire una diffida comunale da aggiungersi a quella già inoltrata in regione per tramite dell'INPS.
Auspico, inoltre, che i Consiglieri regionali locali, molto spesso sedicenti promotori di iniziative sociali, si facciano portavoce di una sdegnata protesta e, soprattutto spieghino come mai sino ad oggi non hanno mai affrontato questo problema.

II Consigliere Comunale di Latina
Orlando Angelo Tripodi





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